Famiglia Oneto - Stemma Nobiliare
Famiglia Oneto – Stemma Nobiliare

Il Baglio Oneto è immerso nella fertile campagna marsalese, a pochi minuti dall’aeroporto di Trapani, dalla medievale cittadina di Erice e dalla Riserva Naturale dello Stagnone che racchiude Mozia e le Saline.

Il sostantivo Baglio deriva dall’arabo balarm (casa fortezza), ad indicare quei casali costruiti a difesa da attacchi corsari, ma anche dal tardo latino ballium, cortile circondato da alti edifici o muri.

Il nome Oneto deriva dalla famiglia dei proprietari, ancora oggi produttori di vini ed olio, discendenti dal Console di Genova Odonetto di cui si hanno notizie storiche fin dal 1300.

Il Baglio Oneto fu costruito sul finire del XVIII secolo quando, in seguito all’embargo commerciale contro la Spagna ad opera di Napoleone, furono valorizzati i vigneti della campagna marsalese che si trovavano sullo stesso parallelo dei grandi vigneti spagnoli (Fascia del Sole).

Il Resort è stato progettato e realizzato mantenendo intatta l’identità architettonica dell’antico baglio, costruendo i nuovi locali a rispettosa distanza, perché non ne venisse alterata l’integrità formale e l’immagine architettonica. Le camere sono collegate alla struttura principale mediante una galleria in ferro e vetro e disposte attorno ad una nuova corte esterna che ospita la piscina a botte che consente di godere dello splendido paesaggio del mare con le Saline, Mozia e le Isole Egadi.

Nella cantina del Baglio Oneto, che ospita le botti di affinamento del vino e gli antichi attrezzi utilizzati per la lavorazione della terra e dei suoi prodotti, è possibile degustare le produzioni di vino, liquori ed olio della proprietà.

La sala congressi e trattenimenti, ubicata sul lato opposto delle camere, si affaccia su una grande terrazza che domina la vallata circostante e da cui si gode di un meraviglioso panorama con le Saline, Mozia, la Riserva Naturale dello Stagnone, le isole Egadi ed il Monte Erice.

Situato su una collina, a circa 150 metri sul livello del mare, il Baglio Oneto si trova in una posizione dalla quale era più agevole proteggere il territorio dagli assalti dei briganti e dalla quale oggi domina un paesaggio mozzafiato.

L'antico Baglio Oneto
L’antico Baglio Oneto

Al Baglio Oneto si gode di uno scenario paesaggistico e storico assolutamente unico. La mattina il sole illumina il panorama frontalmente creando un effetto di riflesso a specchio delle isole sul mare. Nel pomeriggio il sole tramonta dietro le isole, infiammando dei suoi colori arancio, giallo e rosso il cielo e riflettendo in terra un vero angolo di paradiso.Adagiato sulle colline che circondano uno dei punti più spettacolari della terra siciliana, il Baglio Oneto regala un’atmosfera unica per la sua bellezza naturalistica composta da una serie di piani prospettici in successione che richiamano alla memoria la stratificazione storica degli eventi che coinvolsero la Sicilia occidentale nei secoli: le guerre puniche che si svolsero nei mari delle isole Egadi, gli elimi di Erice, i fenici di Mothia, i cartaginesi e i romani di Lilybeo, gli arabi di Marsa ʿAlī e i Mille di Garibaldi.

Il primo piano prospettico è costituito dalla fertile vallata del fiume Birgi, con i suoi vigneti storici; dalla campagne e dalle case della città-territorio di Marsala che lo stesso Cicerone nel 75 a.C., questore a Lilybeo, definì “splendidissima et pulcherrima civitas”; dal monte Erice e Pizzo Cofano.

Il secondo piano prospettico, delimitato dal litorale Marsala-Trapani, è dominato dalla magnifica laguna della Riserva Naturale dello Stagnone che con le isole di Mothia, Santa Maria, Schola e l’isola Lunga, con le sue saline ed i mulini a vento, racconta l’epoca fenicia e la vita dei salinari.

Il terzo piano prospettico, sulla linea d’orizzonte del mare Mediterraneo, vede le tre isole Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo teatro delle guerre puniche più di 2000 anni fa e prima ancora delle civiltà fenicie, cartaginesi e greche che continuamente approdavano, si rifornivano, visitavano ed abitavano questi luoghi ameni.

Questo scenario naturale evoca alla mente l’antica storia, raccontata da Polibio, Diodoro Siculo, e poi nel XX sec. da Fernand Braudel, del mare nostrum e la civiltà che i tre continenti in esso presenti, Europa, Asia ed Africa, avevano raggiunto quando i traffici marittimi non conoscevano ancora le rotte atlantiche delle nuove terre e questo lembo di terra era l’ombelico del mediterraneo.